Bottega Esoterica

di Alessandro Bonet

Tra croce e magia: storie di conoscenza

Cristianesimo e Chiesa camminano a fianco della Magia. Con queste parole presi commiato nel nostro precedente appuntamento. E ripartiamo da qui dunque e cioè dalla Roma decadente del III e IV secolo, dove regnava una gran confusione.

Il Cristianesimo si andava rafforzando, destinato a trionfare definitivamente, mentre chi studiava le scienze magiche e praticava la Magia, doveva organizzarsi in modo da non farlo pubblicamente pena, una feroce persecuzione, l’arresto e l’esecuzione sommaria per decapitazione.

La diffusione del nuovo culto nel popolo, necessitava di una estrema semplificazione, per renderlo fruibile. Questo significava, che le autorità religiose e di governo, potevano, in virtù di una malcelata “ragion di stato”, occultare i principi e i segreti più potenti della antica Magia, a favore di narrazioni, molto meno complesse.

Coloro praticavano la Magia, fuori dalle cerchie di potere, erano avversati e, per non cadere vittima delle persecuzioni, si rifugiavano nella Gnosi, o in altre sette che si costituirono in quel clima di fermento.

Pier Carpi, esoterista contemporaneo per molti anni dimenticato, in una delle sue opere, scriveva: “Sin da allora si andava profilando l’assurda antitesi tra religione e scienza, tra scoperta e segreto, tra verità e dogma”.

Mai come nel caso del Cristianesimo e della Chiesa, possiamo affermare che exoterismo e esoterismo rappresentano due facce della stessa medaglia.

Per dare una corretta collocazione della Magia però, occorre partire da un assunto, che potrà sembrare banale e cioè che Cristianesimo e Chiesa non sono la medesima cosa. Consideriamo poi che la seconda ha di fatto raccolto l’eredità dell’Impero Romano. I papi, come gli imperatori prima di loro, che non a caso, si fregiavano dell’appellativo di Pontefice Massimo, detenevano sia il potere spirituale che quello temporale.

Su questa falsa riga e su ispirazione della Gnosi, si snoda nel corso dei secoli, il cammino parallelo (ma non sempre) di Chiesa e Magia.
Gli esempi si sprecano.

La lunga e feroce lotta tra gli imperatori cristiani e i seguaci della Magia, tanto per cominciare, che oltre a fare molte vittime, alcune eccellenti, come ad esempio il filosofo Giamblico (lo ritroveremo più avanti), favorì la nascita dell’alchimia.

Il Sacro Graal, che il mito narra essere stato forgiato dalla lavorazione della pietra che si staccò dalla fronte del portatore di luce nello schianto successivo alla caduta dal Cielo e che simboleggiava il terzo occhio, quello che riesce a vedere nell’oscurità perché possiede la luce della conoscenza. Il calice dove Giuseppe d’Arimatea raccolse il sangue e l’acqua che sgorgarono dal costato di Gesù crocifisso, che per gli alchimisti è assimilabile alla Pietra Filosofale e per i cultori della Magia, all’elisir di lunga vita. Da qualsiasi angolazione lo si guardi, il Graal simboleggia la conoscenza e la verità, e la ricerca dell’uomo per giungervi.

Se dici Graal, il pensiero va immediatamente alla cavalleria, e nello specifico a Re Artù e ai cavalieri della Tavola Rotonda, intorno ai quali ruotano i miti e le leggende che hanno ispirato l’epica cavalleresca e il ciclo letterario bretone.

Ma cavalleria è anche sinonimo di paladini e del paladino per eccellenza; Orlando con la spada Durlindana, che si dice parlasse al suo cavaliere, che era al servizio di un grande personaggio, protagonista della storia medievale. Era la notte di Natale dell’anno ‘800, quando Papa Leone III incoronò Carlo Magno, Re dei Franchi e di fatto, padre fondatore dell’Europa, sovrano del Sacro Romano Impero. È opinione comune, confermata dai fatti storici, considerare Carlo Magno un monarca illuminato. Ma insieme alla versione ufficiale, esistono testimonianze che lo accusarono di “trafficare con la Magia”. Inoltre pare che fu lo stesso Carlo Magno ad istituire la Santa Vehme, una società segreta, presieduta da giudici anonimi e incappucciati che, si occupava di perseguire e placare (con metodi non sempre ortodossi) i focolai di culti neopagani, per lo più druidici, che fiorivano in Sassonia e in altri angoli dell’Impero. Agendo per conto dell’ordine ed avvallata dal governo, non venne mai perseguitata, bensì incoraggiata nel suo operato, anche da molta gente del popolo che vi poteva trovare protezione. La Santa Vehme agiva in maniera totalmente arbitraria, sia nel perseguire, sia nel comminare pene ed esecuzioni. Un incrocio tra Robin Hood e l’attuale ICE di Trump insomma.

Le Crociate, argomento ampiamente narrato nei testi di storia, rappresentano un altro manifesto del rapporto ambivalente tra Chiesa e Magia. In quell’epoca sorse L’Ordine del Tempio.

I Templari, nacquero come milizia cristiana in Terra Santa, con l’iniziale scopo di dare protezione ai pellegrini, che si recavano in quei luoghi per visitare il Santo Sepolcro.
Insediati in quello che, si narra fosse il luogo dove era sorto il Tempio di Re Salomone, erano un’organizzazione che richiedeva ai membri una rigida ortodossia. Essi erano sottoposti alla regola di Sant’Agostino e praticavano voto di castità, povertà e obbedienza. Questi sacerdoti guerrieri erano depositari delle conoscenze dei Caldei, dei Greci e degli Egizi e quindi dei segreti della Magia antica. Tutto ciò permise loro di svilupparsi ed affermarsi come abili strateghi politici, favorendo il dialogo, la collaborazione e le alleanze tra i cristiani e i vicini potentati islamici nell’area del Medio Oriente. Inoltre, furono attenti amministratori delle ricchezze, accumulandone di ingenti, fino a costituire un immenso tesoro e creando di fatto le prime banche della storia. I loro Gran Sacerdoti assunsero ruoli di sovrani in Medio Oriente e di saggi consiglieri per la Chiesa e i governi in Europa e in particolare in Francia. Un esempio di sagacia, intelligenza, cultura e apertura mentale, al servizio della cristianità e in armonia con gli altri culti. E allora…cosa è andato storto? Impossibile rispondere in maniera chiara ed esaustiva nel poco tempo che abbiamo a disposizione. Possiamo però ricollegarci al rapporto tra Chiesa e Magia e al suo famoso dualismo.

Come nell’epoca tardo romana, nell’Europa del tempo, c’era molta confusione. Il Sacro Romano Impero era disciolto. Vennero gli anni della cattività avignonese e successivamente dello scisma d’Occidente. Senza volere semplificare la storia, viene da pensare che, in un tale caos, fossero quanto mai prevedibili e scontate, prese di posizione arbitrarie. E per quanto riguarda i Templari, ci si riferisce alla loro distruzione ad opera di Filippo il Bello, con la complicità di Papa Clemente V.
Jacques de Molay, l’ultimo Gran Maestro templare, prima di venire arso vivo, lanciò il famoso anatema contro il sovrano francese e il papa. Entro un anno, lo avrebbero seguito, passando “a miglior vita”. Profezia che, per frutto di una clamorosa coincidenza (o forse no?), si avverò dando vita alla leggenda della vendetta dei Templari, che si concluse secoli dopo con l’uccisione dell’ultimo discendente della stirpe dei Capeto, quel Luigi XVI, così fragile e fatuo da soccombere ai tumulti della nascente Rivoluzione Francese.
Il rapporto tra Chiesa e Magia è mutato e si è articolato in tante situazioni e in tante epoche, per le quali, come nel caso degli antichi egizi, servirebbero molto più tempo e molte più conoscenze per essere spiegate degnamente.

Tuttavia, i Templari tracciarono un solco, che venne seguito dalle postume società segrete e più tardi dalla Massoneria, che condividevano gli stessi principi fondanti; acquisire la conoscenza, attraverso gli studi e le esperienze, per essere iniziati e arrivare alla verità, ricercando sempre il giusto equilibrio, come fecero, secoli dopo i Cavalieri del Tempio, gli adepti Rosa + Croce.

Questa società segreta, forse la più affascinante, comparve nel Rinascimento. Il suo fondatore, Cristiano Rosenkreutz, è figura che galleggia tra storia e leggenda, iniziato in giovane età, si narra durante un viaggio in Terra Santa.

Come per i Templari, ritornano i luoghi, ritorna il legame con i misteri di Gesù, ritorna il desiderio di accedere alla conoscenza e alla verità assolute e di preservarle nel segreto.
Nel caso dei Rosa + Croce, l’intento è stato raggiunto talmente bene, che c’è chi dubita addirittura della loro esistenza. Per contro, ci sono testimonianze che la accertano e che annoverano tra le sue fila, molte personalità eminenti; ad esempio, Shakespeare, ma anche Giordano Bruno e il conte di Cagliostro, fino al contemporaneo Angelo Roncalli, eletto al soglio di Pietro col nome di Giovanni XXIII.

Parleremo dei Rosa + Croce e dei loro veri o presunti membri, in seguito, in puntate a loro dedicate.

Per concludere invece questo appuntamento, che dire?
Sicuramente il rapporto tra Chiesa e Magia rimane inscindibile, quanto controverso.
Il potere logora chi non ce l’ha, disse qualcuno e forse questa potrebbe essere una chiave per provare a capire il perché di quanto avvenuto e di quanto avviene ancora oggi. Il prendere atto che, la conoscenza e la verità sono sì valori di assoluta bontà e purezza, ma nel momento in cui vengono strumentalizzati per perseguire la dominanza e generare la sottomissione di alcune genti al volere di altre, gli esisti sono sempre catastrofici.
La Magia, come ricerca della conoscenza è imperfetta non c’è dubbio, ma altrettanto lo sono le religioni e i governi. Perché imperfetto è l’essere umano.

Vi lascio con una considerazione, sulla capacità dell’uomo di non imparare mai dai propri errori.

La storia esiste per non commettere i medesimi sbagli, non per ripeterli.

Forse, un essere perfetto è esistito… e lo hanno attaccato a due legni. Di certo perfetto era uno dei suoi messaggi; “date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio…”.
Ad oggi, possiamo constatare che il messaggio di quell’uomo non è stato ancora correttamente recepito.

Un saluto e appuntamento alla prossima puntata.

Alessandro Bonet